Ansia da prestazione; alla ricerca del piacere perduto.

 

Fare sesso è una delle esperienze più gratificanti e piacevoli che possiamo sperimentare nella nostra vita. L’aspetto estremamente affascinante è che non necessita di conoscenze particolari , ma deriva esclusivamente da una pulsione, un bisogno , una ricerca di piacere.
Unico parametro per sperimentare del buon sesso è la conoscenza di se stessi e una buona compliance con il proprio partner.
Cosa allora può trasformare una esperienza di per sè entusiasmante in una catastrofica situazione intima e spesso in una consecutiva difficoltà relazionale di coppia?
Si chiama prestazione…….
Fin dall’antichità, o per meglio dire, dai nostri più lontani avi, la prestazione è quell’atteggiamento che spinge ogni essere umano, animale e direi anche essere vivente, a investire energie per ottenere un risultato.
Nel caso specifico del sesso, è quel comportamento che spinge una persona a voler con tutte le forze fisiche, fantasie, e pensieri, soddisfare il proprio partner.
Tale proposito in realtà avvia una reazione a catena in cui il normale desiderio sessuale che attiva una serie di meccanismi fisici (tra i quali il riempimento dei corpi cavernosi di sangue con la conseguente erezione del pene) viene a diminuire fino ad esaurirsi compromettendo spesso radicalmente l’atto.
Alla base di ogni prestazione vi è compresente in quantità più o meno marcata, una emozione primaria: la paura.
Durante l’atto sessuale, in determinati soggetti, la prestazione diventa prioritaria rispetto alla ricerca del piacere (componente ricollegata alla dopamina e stimolante nel desiderio di accoppiamento).
L’emozione paura prende il sopravvento e per suo mandato va a togliere meccanicamente il sangue a tutti gli organi non indispensabili in una situazione di reazione ad uno stimolo pericoloso. Ad esempio tipica situazione è il sopraggiungere di una notizia allarmante subito dopo un pranzo con conseguente maggiore difficoltà durante la digestione derivata da una diminuzione di sangue allo stomaco e una convergenza nei muscoli periferici.
Qualsiasi forma di piacere difronte ad una situazione di allarme tende ad esaurirsi all’istante.
Immaginatevi il vostro piatto preferito.
Immaginatevi in un ottimo ristorante, magari in buona compagnia.
Vi viene servito il piatto; lo assaporate, lo gustate, lo apprezzate e magari vi confrontate con chi è a tavola con voi rispetto al livello di gradimento. Che splendida sensazione……..
Stessa scena…….vi viene servito il piatto ma sopraggiunge il timore che quanto state assaporando possa andarvi per traverso; deglutite con molta attenzione e successivamente vi concentrate sulla vostra capacità di digerire quanto mangiato, magari con il timore che vi rimanga sullo stomaco.
Il piatto è il medesimo, il contesto anche.
Ciò che cambia è la situazione di allarme derivata dalla prestazione (nell’ultimo caso che il cibo sia digeribile e non crei danni.)
Il buon sesso deriva dalla ricerca di un proprio piacere, magari anche un po’ egoistico. Con buona probabilità il sesso è uno dei pochi atti che premiano, nell’istante specifico della ricerca del piacere, i soggetti che in determinati istanti mettono davanti a tutto la loro ricerca del piacere, da poi condividere con il proprio partner.

Dott Luca Rossi
Psicologo, Psicoterapeuta ad orientamento Cognitivo Comportamentale, Sessuologo Clinico.
Centro Clinico Giulio Cesare
Corso Giulio Cesare n.109 Torino
dottrossiluca@gmail.com

Vedi anche: ” Ansia …….questa sconosciuta